giovedì 3 febbraio 2011

Una condanna senza appello



Il Cimitero delle Fontanelle, Interno

Quest’estate, trovandomi a Napoli, ho visitato il Cimitero delle Fontanelle, un luogo molto particolare, cosiddetto per la presenza di sorgenti e fonti d’acqua, nel cuore del Rione Sanità.
È un luogo straordinariamente suggestivo che richiama altri luoghi, altri tempi; lo diresti una sorta di paganesimo aperto a riti e a rituali, ma niente di tutto ciò. Scavato nel tufo è un antro enorme, altissimo, diviso in più ambienti; lo diresti l’Antro delle Sibilla e tale mi sembrò avendo visitato precedentemente questo e per tale lo scambiò in una foto da me spedita un mio amico, ma più ti addentri, più ne scopri la religiosità tipica dei territori di origine greca di cui conserva in parte lo spirito.
L’altare per le funzioni religiose dice chiaramente che il luogo è sacro; l’aria che si respira in questo ambiente quasi monocolore, se non fosse per qualche sprazzo di luce diversa, ti obbliga al silenzio, ti invita a una prece, al più profondo rispetto, al rispetto che si deve a un luogo dove è palpabile il cuore di Napoli.
Il luogo dimostra lo spirito di carità di chi abita questa città. Ci troviamo in un ossario, aperto in una cava di tufo.
Accumulate lungo le pareti dove ardono ceri e lumini, ben ripulite e sistemate per la pace eterna, si trovano migliaia e migliaia di ossa, alcune inscatolate nelle teche con nomi forse attribuiti. Teschi, infiniti teschi, sono posti l’uno accanto all’altro come a sostenersi, a tenersi compagnia, a raccontarsi le vicende e le vicissitudini che Napoli ha vissuto e che vive, quasi a ringraziare il buon cuore di chi ha avuto pietà, compassione, amore verso chi era stato abbandonato, martoriato, dimenticato tra mille casi compresi la peste e il colera, verso chi non poteva permettersi una degna sepoltura e ora posto in questo luogo,  adibito all’uso, poi abbandonato, poi risistemato, poi chiuso ma che per volontà del popolo ora è aperto a testimoniare il cuore di Napoli e la sua capacità di adoprarsi per gli altri anche dopo la morte.




Cimitero delle Fontanelle, Interno

 Oggi si  contano quarantamila resti ma si dice che sotto il pavimento, per quattro metri si trovi un numero infinito di  ossa.


 

Cimitero delle Fontanelle, Interno

Cosa direbbero oggi quelle ossa a sentire lo scempio che stanno facendo di questa città, unica, per bellezze e cultura? Guardo, sospiro e mi chiedo: ospiterebbero queste ossa, un giorno,  tra loro, i resti di chi oggi oltraggia e deturpa la città così rovinosamente?
Leggo in quelle cavità  disgusto e rifiuto a fare  posto a chi si macchia di tali e tante nefandezze.
La risposta che percepisco è perentoria e fa rabbrividire: anche gli antenati si ribellano e la loro è una condanna  senza appello. In nessun luogo di Napoli c'è posto per chi non ama e rispetta questa città.

Foto scattate nella suggestione del luogo.

Anna Lanzetta