mercoledì 29 giugno 2011

Le scuole di Firenze e Provincia apprendono la Storia dell'Unità d'Italia





ASSOCIAZIONEMULTIMEDIA  91



Attività Didattica: settembre 2010-giugno2011



Le scuole di Firenze e Provincia apprendono la Storia dell'Unità d'Italia


Per la ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia, è stato svolto nelle scuole, un progetto multimediale a carattere didattico-formativo, comprendente due diverse proposte:

►Incontro sul tema: “La Breccia di Porta Pia e il rapporto Stato-Chiesa”, con un percorso tra parole e immagini, per ricordare la data del 20 settembre 1870, in cui Roma divenne capitale del regno d’Italia.



Michele Cammarano (Napoli 1835-1920),
I bersaglieri alla presa di Porta Pia, 1871

►Presentazione del libro di Anna Lanzetta Addio mia bella addio… La storia del Risorgimento tra parole, immagini e musica Morgana Edizioni




A chi non sa.
A chi sa e ama ricordare
la storia della nostra Unità.

 Il libro propone una conoscenza inusuale del Risorgimento, attraverso l’interazione tra Storia, Arte, Musica e Letteratura e la voce di artisti, musicisti e poeti che ispirarono il popolo, incitandolo a combattere per la Libertà e l’Indipendenza dell’Italia.

Il progetto, che ha avuto inizio a settembre 2010 con l’anno scolastico in corso e che ha coinvolto insegnanti, studenti e un vasto pubblico, proseguirà anche per tutto il 2011 come da programma prefissato.

Il progetto, per la classi che hanno aderito sia dei corsi della mattina che dei corsi serali è stato inserito nel POF d’Istituto e votato nei Consigli di classe.

Conferenza: “La Breccia di Porta Pia e il rapporto Stato-Chiesa” :

Incontri con gli studenti:

Scuole di Scandicci:
27 settembre 2010 : classi quarte e quinte dell’ Istituto Russel Newton
3 novembre 2010: classi quarte e quinte dell’ Istituto Sassetti, succursale

Scuole di Firenze:
18 e 27 ottobre 2010: classi quinte dell’ITIS “A. Meucci”
3 novembre 2010: serale dell’ Istituto Cellini
12 novembre 2010: classi quinte dell’Istituto Sassetti
26 novembre 2010: classi quinte dell’Istituto Benvenuto Cellini di Firenze
16 aprile 2011: classe quarta ITIS “A. Meucci”
18 aprile 2011: classi quarte e quinte ITIS “A. Meucci”
27 aprile 2011: classi quarte e quinte ITIS “A. Meucci”

Scuole dell’Istituto Comprensivo di San Marcello Pistoiese:
29 novembre 2010: classi 1ª, 2ª e 3ª Scuola Media “Alcide De Gasperi” di Cutigliano
29 novembre: Scuola Media “Renato Fucini
30 novembre: Scuole Superiori
28 marzo 2011: Incontro in teatro per Dynamo Camp con insegnanti e studenti

Presentazione alle scuole del libro: Addio mia bella addio…La storia del Risorgimento tra parole immagini e musica:



Incontri con gli studenti:

Scuole di Scandicci:
19 e 21 gennaio 2011: classi quinte dell’ Istituto Russel Newton
13 aprile 2011: serale dell’ Istituto Russel Newton

Scuole di Firenze:
9 gennaio 2011: classi quarte e quinte dell’Istituto “Benvenuto Cellini”

20 aprile 2011: classi prime del Liceo artistico “Leon Battista Alberti”
16 aprile 2011: classe quarta ITIS “A. Meucci”
18 aprile 2011: classi quarte e quinte ITIS “A. Meucci”
27 aprile 2011: classi quarte e quinte ITIS “A. Meucci”

Il progetto, inserito nelle iniziative della Regione, del Quartiere 3 e del Comune di Firenze, e ampiamente divulgato a mezzo stampa, ha coinvolto un folto pubblico di partecipanti e circa 2000 studenti.

Presentazione al pubblico del libro: Addio mia bella addio…La storia del Risorgimento tra parole, immagini e musica:


Anna Lanzetta, Elvio Pagano e Dario Nardella
Giovedì 3 marzo 2011: ITIS “A. Meucci” Via del Filarete, Firenze


Giovanni Esposito, Maria Lucia Querques, Andrea Ceccarelli e Anna Lanzetta
Venerdì 25 marzo 2011: Palazzo del Podestà, Via del Podestà, Galluzzo, Firenze



Giovanni Esposito
Venerdì 15 aprile 2011, Biblioteca di Villa Bandini, Via di Ripoli, Firenze



Teatro San Marcello Pistoiese per Dynamo Camp 


Alessandra Borsetti Venier
Venerdì 3 giugno: Parole e Musica nel Chiostro, Chiesa di Santa Maria in Selva, Borgo a Buggiano (Pistoia)




Massimo Livi Bacci e Anna Lanzetta
Venerdì 8aprile 2011: Circolo Arci R. Andreoni, Via A. d’Orso, Firenze

L'incontro di Sabato 18 giugno 2011 alla  Festa democratica, Circolo Galluzzo-Due Strade-Cascine del Riccio, Firenze, ha concluso la prima fase del progetto.


 Anna Lanzetta
Curatrice del progetto e responsabile della
Sezione didattica Multimedia 91



 

sabato 25 giugno 2011

L’amicizia che non muta…mentre la vita scorre



L’amicizia è una mano sempre tesa

Siamo state insieme quasi tre ore, oggi, nel soggiorno di casa mia a parlare dei nostri interessi dopo la pensione, della nostra amicizia che dura da quasi quarant’anni, un’amicizia vera.

Tre figli in cinque anni per me, carenze economiche e lei pronta a sorreggermi. Anna, ti ho fatto la copertina di lana, bellissima e la conservo gelosamente in attesa del primo nipotino, e da allora tante cose che in ogni angolo della mia casa punteggiano la nostra amicizia, oggi più matura, mutata negli interessi che viaggiano su opposti sentieri ma viva e confortevole.

E prende vita il racconto degli ultimi tempi, la mia scrittura, la fede nelle nuove amicizie, l’infrangersi di un’amicizia nella quale avevo creduto e la mia profonda tristezza per averla perduta.
Il mutamento della sua vita, il suo interesse per la Teologia, il suo desiderio di incamminarsi in tale conoscenza e il dubbio di riuscire.
Segui la tua strada, le dico, è il tuo pensiero e il pensiero non si può e non si deve tradire.

Questo e altro in tre ore in cui tutta la nostra amicizia è emersa rafforzata.

La ciotola di fragole si andava svuotando, refrigerio al caldo del momento e io ho colto una ruga sul suo labbro, la stessa che ho io. Ho sorriso. Abbiamo la stessa età, un mese di differenza, con lo stesso segno zodiacale. È passato un arco di vita importante per entrambe. Le nostre famiglie sono mutate. I nostri ragazzi sono andati via e l’assetto familiare è ritornato quello di un tempo, a quasi quarant’anni fa, quando ancora non c’erano.

La nostra amicizia è stata per ambedue sostegno nei momenti più difficili.
Musica, teatro, arte, cinema, vicissitudini di vita, tutto abbiamo condiviso.

Le mostro un quadro di Mirò che sto analizzando e lei mi parla della Natività del Bronzino.

 

Agnolo Bronzino, (Monticelli di Firenze, 1503-Firenze, 1572), Natività di Cristo,
Chiesa di Santo Stefano, Pisa

Sul tavolo c’è il suo dono: un’ampolla di vetro con dentro una pianta grassa; i nastri di raso rosa che l'adornano denotano il suo gusto raffinato. Lo collocherò accanto agli altri.

Il mio dono è un libro con  dedica: All’amica che sento sempre presente in ogni frammento della mia vita,accompagnato da fili di lavanda del mio giardino.

È il momento del commiato. Siamo alla macchina.
Sento che vorrei trattenerla ancora, ma si avvicina la cena.
Come siamo state bene, le dico, già con nostalgia.

Un giorno ti racconterò di Claudia e del suo comportamento…io che la credevo amica, mi dice lei. Anch’io ti racconterò la storia di un’amicizia finita male, aggiungo.

Eppure l’amicizia è una grande ricchezza.
La nostra dura da quasi quarant’anni…le dico e lei aggiunge: sai perché dura? Perché tra noi c’è una grande COMPLICITÁ e un profondo RISPETTO.

Calano le prime ombre in lotta con gli ultimi raggi e sorridiamo al segmento della nostra amicizia che in quelle tre ore si è rivestito dei nostri pensieri e confidenze.

Resto sola con lo  scritto che mi ha posto in mano.  Parla di Tibhirine e del monastero dei monaci trappisti. Ne scorro le pagine e mi colpisce un dialogo tratto dal film “Uomini di Dio” che lei riporta: “Noi siamo gli uccelli e voi siete i rami. Se partite, dove ci poseremo?”.

La lettura mi prende totalmente; nuovo tassello alla nostra amicizia, una ricchezza in più alla mia vita.


Anna Lanzetta

giovedì 23 giugno 2011

Il libretto ricevuto in dono




Ore 9,30 di stamattina una piacevole sorpresa per me. Ho ricevuto in dono da Adolfo il libretto “I vespri siciliani”.
Adolfo e Lucia avevano partecipato alla presentazione del mio libro Addio mia bella addio. La storia del Risorgimento tra parole, immagini e musica.

Adolfo mi ha detto:- Siamo andati alla Fortezza, e cercando, abbiamo trovato questo libretto; memori di quanto ascoltato durante la presentazione, io e Lucia abbiamo pensato a te-.
Quale dono più bello? Quale pensiero più gradito?

Per il dono inaspettato e gratificante, ringrazio commossa e dedico a  Lucia e Adolfo queste pagine, tratte dal testo:
Il suon d’ogni squilla I Vespri suonò… Così Mameli richiama nel suo “Inno” un episodio di storia medievale, periodo a cui fece ricorso il Risorgimento per parlare di Libertà e di Amor Patrio.

Il 13 giugno 1855, andò in scena all’Opéra di Parigi, l’opera “I Vespri siciliani”, composta in Francia da Giuseppe Verdi, su libretto di Eugène Scribe e Charles Duveyrier. Il libretto parla della lotta sostenuta dai siciliani contro i francesi.

Si inserisce nel contesto la storia amorosa  di Elena, nobildonna patriota siciliana e di Arrigo, che simpatizza per i siciliani, ma che scopre di essere figlio di Manforte, governatore francese. Tutto però sembra risolversi in un’apparente pacificazione, quando Giovanni da Procida (1210-1298), capo dei ribelli, dà inizio alla rivolta. Nel clima di euforia che investiva l’Italia, i patrioti si identificarono nella vicenda e la trama dell’opera diventò manifesto delle loro aspirazioni:

Elena :
Coraggio, su coraggio, / del mare audaci figli; /si sprezzino i perigli; /è il gemere viltà! / Al ciel fa grave offesa chi manca di coraggio; /osate! e l’alta impresa /Iddio proteggerà! E perché sol preci ascolto? /Perché pallido è ogni volto? /Nel più forte del cimento Voi tremate di spavento? /Su, su, forti! al mugghiare dell'onda /e agli scrosci del tuono risponda, /si desti il vostro ardor, /invitti cor!
Coro di siciliani:
A quel dir ogni ardor / si destò, nel mio cor / sospirar è viltà!/ L’onta ria vendichiam, / il servir disprezziam, / e con noi Dio sarà.
(Atto primo, Scena III).



Giovanni da Procida: O patria, o cara patria, alfin ti veggo! / L’esule ti saluta /dopo sì lunga assenza; /il tuo fiorente suolo /bacio, e ripien d'amore /reco il mio voto a te, col braccio e il core! /O tu, Palermo, terra adorata, /de' miei verdi anni riso d’amor, / alza la fronte tanto oltraggiata, /il tuo ripiglia primier splendor! / Chiesi aita a straniere nazioni, /ramingai per castella e città: /ma, insensibili ai fervidi sproni, rispondeano con vana pietà! / Siciliani! Ov’è il prisco valor? Su, sorgete a vittoria, all'onor!
(Atto secondo, Scena I).

La guerra del Vespro
La guerra del Vespro fu una rivolta popolare scoppiata a Palermo nel 1282. In Sicilia dominavano, dal 1266, gli Angioini, dinastia francese subentrata agli Svevi, dopo la sconfitta di Manfredi (di Svevia) da parte di Carlo d’Angiò. I soldati francesi, all’ora vespertina del 31 marzo 1282, arrecarono offesa a una donna mentre andava in chiesa. Questa, (come si narra), fu la causa che fece scoppiare la rivolta popolare nei confronti degli Angioini e che sfociò in una guerra che durò vent’anni. I siciliani furono aiutati da Pietro III d’Aragona e nel 1302, con la pace di Caltabellotta, la Sicilia passava dalla dominazione angioina a quella aragonese.
L’episodio dei Vespri, nell’ottica risorgimentale, acquistava il significato simbolico di rivolta contro lo straniero dato che l’Italia, nell’Ottocento, era ancora suddivisa in tanti stati e staterelli, dominati da dinastie o potenze straniere.

La rivolta di Palermo
Era la mattina del 9 gennaio 1848 quando apparve sui muri della città di Palermo un Manifesto che invitava il popolo alla rivolta: Siciliani! - diceva- il tempo delle preghiere inutilmente passò. Inutili le proteste, le suppliche, le pacifiche dimostrazioni. Ferdinando tutto ha sprezzato. E noi popolo nato libero, ridotto fra catene e miseria, tarderemo ancora a riconquistare i legittimi diritti? All’armi, figli della Sicilia!.



Francesco Hayez, I vespri siciliani, 1822

Andava in chiesa una giovane avvenente - scrive Michele Amari - e di aspetto signorile coi parenti e col marito. Droetto, familiare del giustiziere, le si fa incontro per cercare armi, le caccia la mano in petto: secondo Niccolò Speciale l’insulto fu più grave. A tanto oltraggio la donna stava per svenire e la sostenne il marito, mentre in un baleno un giovanotto, strappata dal fianco di Droetto la spada gliela immerse nel ventre. I presenti urlarono “Muoiano i francesi” e il grido, come voce di Dio, dice uno scritto di allora, tuonò per tutta la campagna. Con sassi, coltelli, bastoni si buttano addosso ai francesi.

( Michele Amari (1806-1889), da Il racconto popolare del Vespro siciliano, 1882 ).



Retro del libretto

Anna Lanzetta

domenica 19 giugno 2011

Quando le nebbie avvolgono un amico



Il mio amore per i fiori in uno scatto

L’amicizia è una  fedele compagna di vita, la più fedele,  per chi sa scoprirla fino in fondo e conservarla come ricchezza di sé.

Il ricordo di un amico

Penso che nessun'altra cosa ci conforti tanto,

quanto il ricordo di un amico,

la gioia della sua confidenza

o l'immenso sollievo di esserti tu confidato a lui

con assoluta tranquillità:

appunto perchè amico.

Conforta il desiderio di rivederlo se lontano,

di evocarlo per sentirlo vicino,

quasi per udire la sua voce

e continuare colloqui mai finiti.

David Maria Turoldo



In musica, Roberto Carlos: Amigo-amico

Anna Lanzetta

sabato 18 giugno 2011

“L'Archivio della voce dei poeti in azione” Comunicato stampa



Logo dell'Associazione Culturale Multimedia 91


ASSOCIAZIONE MULTIMEDIA91
ARCHIVIO DELLA VOCE DEI POETI

Con il patrocinio di: Regione Toscana, Provincia di Firenze, Comune di Firenze, Comune di Pontassieve

L’Associazione Culturale MultiMedia91 presenta
“L’ARCHIVIO DELLA VOCE DEI POETI in azione”
Sabato 25 giugno 2011 dalle ore 18.00 alle 23.00
Pontassieve (Firenze) - Via di Grignano 25

L’Associazione culturale MultiMedia91 presenta la mostra L’ARCHIVIO DELLA VOCE DEI POETI in azione con l’apertura al pubblico dell’Archivio della voce dei poeti, che si terrà sabato 25 giugno 2011 dalle ore 18.00 alle 23.00 alla Barbagianna: una casa per l’arte contemporanea in via di Grignano 25 Pontassieve (Firenze).

MultiMedia91, attiva a Firenze dal 1991, ha costituito nel 2010 l’ARCHIVIO DELLA VOCE DEI POETI, un’iniziativa unica nel suo genere in Italia, che raccoglie le voci dei poeti italiani e internazionali del ’900 e contemporanei. L’Archivio prevede due sezioni divise per modalità espressiva: poesia lineare e poesia multimediale (sonora, performativa, concreta, ecc.). I poeti possono inviare registrazioni o pubblicazioni sonore già realizzate in passato (su vinile, cassette, cd, dvd), purché lette esclusivamente dalla loro voce. L’Archivio dispone di apparecchiature professionali, che mette al servizio di chi ne fosse interessato, per registrazioni sonore e video.

La serata si aprirà con il saluto di Alessandro Sarti, Assessore alla Cultura di Pontassieve, cui seguirà l’intervento di Alessandra Borsetti Venier, editore e presidente di MultiMedia91, che presenterà le attività e finalità dell’Archivio. Seguirà la proiezione del videocatalogo d’arte Massimo Mori - Percorsi di una ricerca pratica, introdotto da Stefano Pezzato, responsabile della sezione artistica del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato. Il videocatalogo, n.1 della collana "Risguardi", è stato pubblicato da Morgana Edizioni sulla mostra omonima allestita al Pecci nel 2010.
Seguiranno letture live sul tema: “di a da in con su per tra fra sopra sotto VOCE”, composte in forma libera dai poeti invitati: Gabriele Ametrano - Alberta Bigagli - Alma Borgini - Michele Brancale - Gianni Broi - Ruth Cardenas - Massimiliano Chiamenti - Roberto Corsi - Marco Di Bari - Simonetta Filippi - Titti Follieri - Kiki Franceschi - Paolo Fabrizio Iacuzzi - Stefano Lanuzza - Vincenzo Lauria - Paola Lucarini - Diego Manca - Maria Grazia Maramotti - Massimo Mori - Maria Pia Moschini - Valerio Nardoni - Giuliana Occupati - Giuseppe Panella - Giada Primavera - Liliana Ugolini - Davide Vallecchi - Aglaia Viviani.
Per l’occasione, l’Archivio registrerà le voci dei poeti mentre leggono i loro versi già scritti su pagine create per l’occasione che successivamente verranno sigillate in un contenitore trasparente, per divenire libro-oggetto della collana “Illeggibili” di Morgana Edizioni. Con le voci registrate nascerà un cd che entrerà a far parte dell’Archivio della voce dei poeti.
Dopo la cena, la serata proseguirà con “Enzo Minarelli in Polipoesia” Carneade o Primo Carnera, la carne del poeta, performance live di e con Enzo Minarelli (versione fonetica) e la mostra Nembrot e altri libri&oggetto 1974-2011. Introdurrà Carlotta Cernigliaro, presidente dell’associazione Zero gravità di Villa Cernigliaro.

Tutto il materiale raccolto dall’Archivio, adeguatamente catalogato, sarà consultabile presso la sede di via di Grignano 25 a Pontassieve. Per l’occasione sarà messo on-line il sito www.multimedia91.it che consentirà una parziale fruizione dei materiali dell’Archivio anche attraverso la rete internet.

In collaborazione con: Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, 3Vitre Archivio di Polipoesia, Archivio M. Spatola, Archivio G. Fontana, Collezione M. Mori, Morgana Edizioni, I Parchi Letterari© Franco Antonicelli - Zero gravità Villa Cernigliaro per arti e culture Associazione.

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA:
Alessandra Borsetti Venier tel. 055 8398747 - 335 6676218 morgana.ed@tin.it
Ufficio Stampa MultiMedia91: Katia Moretti katia.moretti@tiscali.it


Massimo Mori è nato a Quistello (Mantova) nel 1944 e vive a Firenze dove dirige gli ‘Incontri’ allo storico Caffè letterario ‘Giubbe Rosse’ e le attività dello spazio olistico ‘Area N.O.’.
La sua attività creativa è iniziata nei primi anni Sessanta con opere lineari, ma ha rapidamente aderito alle poetiche sperimentali riferibili alla Poesia Totale. Negli anni Ottanta ha fondato il movimento di poesia “Ottovolante”. Negli ultimi vent'anni, ha percorso una ricerca creativa che ha assunto le caratteristiche della "pratica" multiforme.
Nel libro Performer (Ed. ‘Giubbe Rosse’, 2005), il saggista Stefano Lanuzza così conclude: «Cultore della dialettica tra scienza e arte, Mori sembra perseguire una propria personalissima ‘poetica dell’immaginario’ ».
Nelle sue "installazioni, pagine da muro, poesie visive, libri oggetto" Mori utilizza elementi che appartengono simultaneamente alla sperimentazione poetica e letteraria, all'attività performativa, all'arte visiva, per cui risulta riduttivo definirlo univocamente come poeta o performer o artista.

Enzo Minarelli è nato nel 1951 e vive a Cento. Si occupa dagli anni Settanta di poesia e delle sue praticabili aperture verso il suono, la scrittura, il video e lo spettacolo. Recentemente ha curato a Bologna l’archivio di poesia sonora e registrazioni poetiche "La Voce Regina". È autore nel 1987 de "Il Manifesto della Polipoesia" dove teorizza lo spettacolo della poesia sonora. Ha realizzato videoambientazioni sonore con le quali ha partecipato a numerosi festival sia europei che americani. Dirige il Video Sound Poetry Festival, rassegna internazionale dedicata ai rapporti tra le varie forme di poesia e video, e Strumenti a Voce, un festival-symposium di eventi polipoetici, annualmente tenuto al DAMS dell’Università di Bologna. Accanto alla produzione di libri-oggetto, la serie di tele denominate ‘Fonografie’ rappresentano la parte centrale della sua ricerca visiva. Ha curato varie rassegne di poesia visuale, di recente è stato editor di selezioni italiane per Dimensão (Brasile) e Visible Language (U.S.A.). É stato visiting poet presso la San Francisco State University, la University of California in Davies, la San Jose State University, la University California of San Diego, la San Diego State University, l’Università Autonoma di Città del Messico, la Pontificia Università Cattolica di San Paolo del Brasile.



ASSOCIAZIONE CULTURALE MULTIMEDIA91
VIA DEI BALDOVINI 4 - 50126 FIRENZE TEL. 055 8398747- multimedia91@alice.it - www.multimedia91.it
sede espositiva VIA DI GRIGNANO 25 - 50065 PONTASSIEVE (FIRENZE) TEL. 335 6676218











giovedì 16 giugno 2011

Omaggio alla Luna nella notte di eclissi 2011



Joan Mirò, Cane che abbaia alla luna, 1926

Philadelphia Museum of Art-Filadelfia

 

Dialogo con la luna

Era giunta la sera e io mi ritrovai a vagare senza una meta ben precisa.
A un tratto fui colpita da un qualcosa, che nel mezzo del cielo, risplendeva in tutta la sua bellezza.
Sarà stato quel silenzio, quella calma, non so, sapevo soltanto che sarei rimasta là, in quel Paradiso, per l’eternità.
Ero completamente immersa nella natura infinita. Mi sentivo simile al “Viandante”di Friedrich. Non vedevo e non udivo nessuna presenza umana.
In quel preciso istante mi sentivo così opposta alla Elena di sempre; come se d’improvviso non appartenessi più alla mia specie, come se mi fossi trasformata in qualcosa di strano, di forte.
E intanto tu eri là e vegliavi su di me, da sempre. Tu sola mi avevi dato la forza di sorridere ancora, dopo quella volta! Io mi divertivo solo con te, aggrappandomi alle nuvole o nascondendomi fra le fronde dei salici. Con te mi sentivo bene e sarei voluta rimanere lì, al tuo fianco, per sempre. Non m’importava di essere sola, perché in realtà sola non lo sarei mai stata; avevo te, e questa era l’unica cosa importante per me.
Com’era bello quello specchio che ti rifletteva, così privo di prominenze e di ostacoli!
Rimasi incantata a guardarti sopra la mia testa e a un tratto capii che avevi riservato un posticino tutto per me, accanto al tuo cuore.
 



C. D. Friedrich, Due uomini davanti alla luna; 1819.
Dresda, Gemaldegalerie Neue Meister. Part

Sapevo che sarei stata, come mi avevi detto, sempre al centro dei tuoi pensieri, ma avevo paura che qualcuno o qualcosa un giorno avrebbe potuto separarci!.
Che bello, quando mi scrivevi lettere con la luce dei tuoi raggi.
Ricordo quando mi chiamavi piccolina, quando mi raccontavi per ore e ore la prospettiva del mondo vista da lassù. Ti voglio tanto bene, mia Luna! Sento che qualcosa di profondo ci ha unito, molto tempo fa, ancora prima che io nascessi e vorrei che tu diventassi piccolissima, per poterti portare, per sempre, nel mio cuore.
Ho paura che un giorno mi sveglierò e tu non ci sarai più. So che allora per me il cielo non sarà più lo stesso e le stelle, magnifiche al tuo cospetto, smetteranno di emanar luce, fino a diventare sassolini senza anima.
La magia finirà e io ritornerò umana o diventerò simile a uno dei tanti fiorellini di campo in cerca del suo paradiso perduto, che forse non troverà mai…Perché allora tutto perderà colore? Perché il mondo, il mio mondo che ho sognato non sarà più lo stesso? Vorrei chiederti mille cose: cos’è l’amore, cos’è l’amicizia, cos’è la rabbia, cos’è l’odio; cos’è in realtà, quel brivido che ti trapassa il cuore quando meno te lo aspetti. D’un tratto fui avvolta da un buio profondo; il terrore mi avvolse, mi misi a correre sfrenatamente e cominciai a piangere. Le mie braccia erano diventate uno scudo per proteggere il mio volto; caddi e rimasi a terra, con la testa rivolta verso il basso:..“Mi avevi detto che non mi avresti mai voltato le spalle”, riuscii a dire, accecata dalla rabbia.



Eclissi 2011

 Benvenuta, o argentea luna, della notte quieta, leggiadra compagna!
Tu fuggi? Oh, resta, amica di alti pensieri!
F. G. Klopstock, da Le tombe precoci

“Sono qui”, una voce si librò nell’aria, “non ti ho abbandonato, non ti ho mai lasciato. Una scia di terrore ti ha rubato il mio amore e sono diventata invisibile ai tuoi occhi”.
“Allora tu mi vuoi bene, conto qualcosa per te”…dissi tremando.
“Sì piccolina, tu sei qualcosa di più di un semplice affetto per me. Sei diventata una parte indelebile del mio cuore, ormai”.
-Non dissi nulla, ma piansi. Non riuscii a fare altro che piangere e piangere. Mi strinsi forte a lei e mentre calde lacrime continuavano a scendere sulle mie guance, mi addormentai nel suo grembo. –

Elena Mancuso
Biennio ITIS “A. Meucci” Firenze

Il racconto è inserito nel volume Sapere per Creare a cura di Anna Lanzetta  Morgana Edizioni.

Vedi blog: sabato 16 ottobre 2010:

Presentazione del volume: Sapere per Creare

Inf. annalanzetta@libero.it


Anna Lanzetta

martedì 14 giugno 2011

Ai Weiwei, artista dissidente, arrestato. Perché non se ne parla?



Ai Weiwei

Per il diritto di opinione, per tutti coloro che operano per la difesa dei diritti umani, per tutti i dissidenti invisi al proprio paese per le loro idee. Contro ogni forma di violenza e di segregazione, contro ogni forma di prevaricazione; perché la libera espressione sia in tutti i paesi il principio fondante di libertà e di rispetto, leggiamo l’articolo di Alessandra Borsetti Venier e sottoscriviamo uniti  la petizione per Ai Weiwei. (A. L.)

L’artista cinese Ai Weiwei, osteggiato dalle autorità governative del suo paese, prima condannato agli arresti domiciliari per via delle proteste (pacifiche) contro l’ordine di demolizione del suo studio e poi arrestato il 2 aprile scorso, non ha fatto in tempo a vedere installato il suo monumentale Circle of Animals/Zodiac Heads. La mega scultura itinerante, inaugurata il 2 maggio al Central Park di New York e il 12 maggio, in una versione similare, alla Somerset House di Londra, si ispira alla fontana-orologio del XVIII secolo situata nel Vecchio Palazzo d’Estate di Pechino, composta dalle teste di animali dello zodiaco cinese. Le dodici sculture bronzee di Ai Weiwei, realizzate in scala gigante, pesano 350 chili ognuna per circa tre metri di altezza.
Di lui, attivissimo dissidente, trapelano ancora rare notizie: il Governo cinese non fa sapere dove sia detenuto, nonostante le forti pressioni esercitate dalla comunità culturale internazionale che si è espressa a sostegno di Ai Weiwei e contro le misure restrittive che il governo cinese ha varato contro di lui, a causa del suo impegno sul fronte dei diritti umani.
Il 15 maggio 2011 l'artista è stato autorizzato a vedere la moglie Lu Qiong, che è stata condotta nella località segreta di detenzione del marito. Il colloquio, come ha reso noto l'avvocato dell'artista, è servito anche a rassicurare l'opinione pubblica mondiale sulle sue condizioni che, in base a quanto riportato dalla moglie, non ha subito percosse o torture fisiche ed è in buono stato di salute.
Dal suo arresto circola una petizione online al ministro della Cultura cinese Cai Wu, sottoscritta fra gli altri dai principali musei del mondo - MoMA, Tate, Guggenheim -, che sottolinea la palese violazione dei dettati fondamentali della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.
La Cina contesta il fatto che Ai Weiwei venga trattato come “un eroe” invece che come un “presunto colpevole”, che “sarà punito a norma di legge”. Per quale reato? Non è dato sapere…
Ma come mai non si parla della questione Ai Weiwei? La verità? Probabilmente la solita: non urtare lo strategico nonché potentissimo partner commerciale. Tace quella parte del mondo che, affermando innanzitutto una logica economica e politica, riesce a farla prevalere sulle altre.
Di fronte a questo assordante vuoto istituzionale, l’artista Giuseppe Stampone ha elaborato un proprio personale messaggio: saluta Ai Weiwei con una installazione a Venezia, sull’isola della Giudecca.
Bye Bye Ai Weiwei è una grande scritta retroilluminata posta di fronte alla facciata di un ex convento palladiano, una delle più celebri architetture che si affaccia sulla laguna, su San Marco e le Zattere. Stampone sceglie questo luogo come uno spazio preservato dal tempo, come l’immagine assoluta di un equilibrio e di una razionalità estetica tanto rigorosa, quanto poetica.
Speriamo che il rassegnato Bye Bye Ai Weiwei non diventi un ultimo, terribile saluto.
Gli scopi della petizione sono di esprimere la preoccupazione nel vedere minacciati i diritti e la libertà di espressione in Cina e auspicare l'immediata liberazione dell'artista.
Qui si può sottoscrivere l’appello della Solomon R. Guggenheim Foundation.

Alessandra Borsetti Venier

domenica 12 giugno 2011

Quando la solitudine crea il naufragio



È come un colpo di mannaia la notizia della morte degli studenti che non accettano il verdetto della scuola.

Si sentono sempre più soli con le loro insicurezze, con le loro fragilità ma anche con il loro orgoglio, con la tacita richiesta di essere ascoltati, giudicati, inseriti in una società che li esclude, in una scuola che non sempre riesce a dare  risposte, con regole che non consentono di  considerarne adeguatamente capacità, possibilità e aspirazioni, dimentichi tutti che il dramma di questi ragazzi è il nostro dramma personale, della famiglia, della scuola, di leggi inadeguate, di una società, che sorda alle loro richieste, muta le loro aspirazioni in arrendevolezza e in gesti estremi.

Quale valore diamo al processo formativo e educativo?
Quale valore al voto che traduce capacità?
Con quale metodo giudichiamo?
Con quale metodo ci giudichiamo?
Quante volte abbiamo provato a entrare nella loro mente, a scoprire i loro desideri, a fare nostro il loro mondo, a scambiarci nei ruoli?
Eppure non è lontano il tempo in cui un minimo passaggio graduale nell’apprendimento, un voto che aumentava di un gradino voleva dire essere stati noi insegnanti a essere premiati per ciò che avevamo dato, perché il trampolino li catapultasse nel mondo del sapere, del fare e della creatività.

Non sempre è facile giudicare e a volte il risultato, subordinato a molteplici fattori, lascia l’amaro in bocca a chi è costretto a emetterlo ma l’esperienza ci insegna a non essere precipitosi, a indagare se il ragazzo può reggerlo, può essere sostenuto. Scegliere il dialogo e la persuasione, dimostrare i motivi, l’utilità e la finalità di tale scelta può servire a evitare un atto estremo. Parliamone insieme tra noi, con i genitori, con gli studenti. Si fa certo, ma probabilmente non basta, sono necessarie altre strategie. Questo è il  tempo migliore speso per i nostri ragazzi perché non sarà mai tempo perso.

Si suicidano i nostri ragazzi a scuola e altrove per dolore, per depressione, per un risultato negativo, per malinconia, per  silenzio, per solitudine, per abbandono, per mostrare ciò che vorrebbero essere: un richiamo per noi adulti.
E gli unici perdenti siamo noi, noi i soli colpevoli, noi, gente del silenzio, dimentichi dei nostri doveri e dei diritti altrui.
Vogliamo proprio  costringere i nostri ragazzi al naufragio?.
Allora parliamone col cuore in mano, anche se in frantumi e ricostruiamo il mondo degli affetti e del dialogo, facendogli nascere di nuovo la voglia di sorridere.


venerdì 10 giugno 2011

È bello dire “sì”… quando un “sì” diventa speranza



Wassili Kandinsky, Il cavaliere azzurro, 1903


Se avete impegni per domenica e lunedì, rinviateli.
Se il tempo sarà clemente  e  vi assale la voglia di mare, allontanatela, almeno il tempo per recarvi alle urne.

I vostri quattro sono importanti per voi e per tutti noi, per difendere insieme i nostri diritti; per la legalità, per una giustizia equa, per la difesa del territorio e della vita, per i nostri beni comuni, per le future generazioni.

Sono fiduciosa, e sarà bello correre insieme per una vittoria, che è speranza di una vita migliore.

Anna Lanzetta

martedì 7 giugno 2011

Condivisione e congratulazioni scrive Rosalia: quando il blog produce comunicazione e amicizia



Picasso, Amicizia 1908

Condivisione e congratulazioni scrive Rosalia:

 cara Anna, mi sono, casualmente,  imbattuta nel tuo blog e sono rimasta a leggere un pò e a conoscerti. Anch'io sono stata un'insegnante e ho apprezzato molto i temi da te proposti. Ci tengo a dirtelo, anche perchè, per me, è sempre una gioia grande quando mi accorgo che la mia vita non è stata spesa male, dal momento che tanti altri, come me, hanno lavorato e lavorano agli stessi fini.
Con simpatia

Rosalia De Vecchi

Cara Rosalia, leggo volentieri la tua mail che ci accomuna nel nostro mestiere. Vorrei conoscerti meglio e sapere di dove sei e dove hai insegnato, se ti fa piacere dirmelo. Posso inserire la tua mail sul mio blog? Ne ricevo molte e le conservo con cura, ma la tua è particolare per l'affetto che ne traluce. Ti ringrazio del pensiero e ricambio la simpatia
Anna Lanzetta

Gentile Rosalia, trovo bellissimi questi  versi:

NON NASCONDERE
Non nascondere
il segreto del tuo cuore,
amico mio!
Dillo a me, solo a me,
in confidenza.
Tu che sorridi così gentilmente,
dimmelo piano,
il mio cuore lo ascolterà,
non le mie orecchie.
La notte è profonda,
la casa silenziosa,
i nidi degli uccelli
tacciono nel sonno.
Rivelami tra le lacrime esitanti,
tra sorrisi tremanti,
tra dolore e dolce vergogna,
il segreto del tuo cuore.
Rabrindranath Tagore (Calcutta, 1861-Santiniketan,1941)

…mi fa molto piacere leggere le tue parole, veramente tanto!!! e certo che puoi inserire la mia email sul tuo blog! con molto piacere!
Io sono nata a Palermo. Ho vissuto, però, dal 1947 al 1960 ad Agrigento, dove ho potuto avere la mia prima formazione classica, vivendo molto vicina allo spirito dell'antica Grecia. Questo continua a giocare un ruolo importante nella mia vita interiore!  E vorrei che ciò fosse per tutti i giovani!... 

Continua la lettera ( la chiamo così perché le lettere sono una mia passione, mi piace riceverle, ne conservo moltissime di ogni genere) in cui Rosalia mi dice che ha insegnato Italiano, Latino, Storia…e poi alla Scuola Media…
Cara Rosalia, mi parli di Palermo che adoro, di Agrigento che lascia in ognuno un’impronta, di Roma, città straordinaria e di Trieste a tutti cara, io ti parlerò di Firenze, ma senza trascurare Sarno e poi la mia cara Napoli. Il tempo ce ne darà l’occasione.

…Cosa faccio ora?... da anni aspettavo di avere del tempo libero per scrivere.... ed ora che ne ho tanto, mi sento molto pigra! Buffo, no?...ti ho detto ciò che per ora nella mia vita mi sembra di poter annotare come una sorta di piantina topografica del mio itinerario fin qui......spero, però, che il prossimo futuro ci dia l'opportunità di scambiarci conoscenze che attengono a sfere meno esteriori! 
 Avrei piacere anch'io di sapere di te ......
un caro saluto Lia

Cara Lia è bello questo scambio tra noi. Vuoi sapere di me? Basta andare sul blog a: mercoledì 29 settembre 2010 e a sabato 26 giugno 2010 e scorrere i link che riportano la mia attività. Puoi inoltre trovarmi su Tellusfolio.it dove sono in varie sezioni ma essenzialmente in Scuola-Laboratorio.

Un caro saluto Anna

giovedì 2 giugno 2011

Parole e musica nel chiostro per i 150 anni dell'Unità d'Italia




Borgo a Buggiano (Pistoia) - Chiesa di Santa Maria in Selva, via Livornese 1
PAROLE  E MUSICA NEL CHIOSTRO
per i
150 ANNI DELL'UNITÀ D'ITALIA
venerdì 3 giugno 2011
ore 15.00 Saluto agli intervenuti:
Daniele Bettarini Sindaco di Borgo a Buggiano
StellaTargetti Assessore alla Scuola,
Università e Ricerca della Regione Toscana
Francesco Verzillo Direttore dell''ANSAS'-Toscana
Angela Palamone Direttore dell'U.S.R.

Presentazionene dei libri:
Anna Lanzetta
Addio mia bella, addio... - Morgana Edizioni
Intervento di Alessandra Borsetti Venier
presentazione multimediale dell'autrice, letture di Giovanni Esposito

Giuseppe T avanti
Donne del Risorgimento Italiano tra musica, arte, idee con cd musicale Musica e Unità d'Italia: Giuseppe Verdi in Toscana

Riflessioni su Storia, Arte, Musica
intervengono:
Stefania Fuscagni - Francesco Gurrieri - Franca Gattini

ore 16.30 Concerto:
L'espressione del melodramma italiano nella letteratura ottocentesca per strumento a fiato Francesco Verzillo, trombone romantico e Giuseppe Tavanti, pianoforte
eseguono:
Samuel Rousseau (1853-1904) Piece Concertante
 Jules Demersseman (1833-1866) Introduction & Polonais
         Joseph Serafini Alschausky (1879-1948) Walter Arie N° 6 "Un gioiello"
Friedebald Graefe (1840-1880) Gran Concerto
 Ernst Sachse (1810 P-1849) Concertino

In collaborazione con l'Associazione MULTIMEDIA91 - www.muitimedia91.it




Anna Lanzetta

2 Giugno: Festa della Repubblica



Nascita del tricolore

I 150 anni dell’Italia si arricchiscono con la festa della Repubblica che quest’anno è un tripudio di amore e di emozioni.

Ecco alcuni dei  simboli che ci hanno accompagnato verso la nostra Repubblica:



Repubblica Italiana 2 giugno 1946
Il nostro Tricolore approvato dall'Assemblea Costituente il 24 marzo 1947
e descritto nell'art. 12 della Costituzione


1796-97
Repubblica Cispadana


1797-1802
Repubblica Cisalpina


1802-1805
Repubblica Italiana


1805-1814
Regno Italico



1848
Bandiera del Granducato di Toscana
Il tricolore reca lo stemma degli Asburgo-Lorena



1848-1861 Regno di Sardegna
1861-46 Regno d'Italia

Il tricolore reca al centro lo stemma di Casa Savoia





La bandiera del Regno d'Italia

Anna Lanzetta