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La
Cappella
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martedì 22 marzo 2016
lunedì 7 marzo 2016
"Misericordia"
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| Anna Lanzetta |
Ringrazio la
Parrocchia di San Felice per l'ospitalità e mi piace
trascrivere il pensiero riportato nel sito della Parrocchia.
Commento alla conferenza di Anna Lanzetta sul Tema della
MISERICORDIA
Venerdì 4 marzo 2016 alle ore 21, nella Compagnia della Santissima Annunziata, legge i brani tratti dalla letteratura e tematici della Misericordia, Giovanni Esposito.
Bellissima la conferenza di Anna sulla Misericordia, che ci ha donato grandissima emozione attraverso l'arte e la letteratura. Ci ha fatto sentire fieri di essere fiorentini quando abbiamo scoperto la Firenze Misericordiosa fin dal 1200, quando nasceva la Confraternita della Misericordia che nell'assoluto anonimato, vestiva il cappuccio, soccorreva i fratelli nel bisogno. Poi l'istituto degli Innocenti, che attraverso la ruota prendeva a cuore i bimbi abbandonati. E qui era tutto un fervore, tutta la città era coinvolta. Abbiamo visto al Bigallo scorrere un fiume d'amore per i Trovatelli: le donne del contado che giungevano per allattarli, la città intera si prendeva cura di loro. Ancora la Compagnia dei Buonomini che assisteva i cosiddetti Vergognosi, essenzialmente nobili decaduti, che non chiedevano nulla per la vergogna, ma la compagnia sapeva e interveniva. Tantissime cose ci ha detto Anna che ci hanno elevato e stimolato ad essere Misericordiosi, Grazie Anna per tutto quello che ci hai detto.
Venerdì 4 marzo 2016 alle ore 21, nella Compagnia della Santissima Annunziata, legge i brani tratti dalla letteratura e tematici della Misericordia, Giovanni Esposito.
Bellissima la conferenza di Anna sulla Misericordia, che ci ha donato grandissima emozione attraverso l'arte e la letteratura. Ci ha fatto sentire fieri di essere fiorentini quando abbiamo scoperto la Firenze Misericordiosa fin dal 1200, quando nasceva la Confraternita della Misericordia che nell'assoluto anonimato, vestiva il cappuccio, soccorreva i fratelli nel bisogno. Poi l'istituto degli Innocenti, che attraverso la ruota prendeva a cuore i bimbi abbandonati. E qui era tutto un fervore, tutta la città era coinvolta. Abbiamo visto al Bigallo scorrere un fiume d'amore per i Trovatelli: le donne del contado che giungevano per allattarli, la città intera si prendeva cura di loro. Ancora la Compagnia dei Buonomini che assisteva i cosiddetti Vergognosi, essenzialmente nobili decaduti, che non chiedevano nulla per la vergogna, ma la compagnia sapeva e interveniva. Tantissime cose ci ha detto Anna che ci hanno elevato e stimolato ad essere Misericordiosi, Grazie Anna per tutto quello che ci hai detto.
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| Giovanni Esposito |
Ma, oltre all'arte nella pittura, ci ha emozionato l'Arte
nella Letteratura; infatti Giovanni con le sue letture, ma sarebbe meglio dire
con le sue bellissime interpetrazioni, tratte dalla letteratura di tutti i
tempi tematica della Misericordia, ci ha fatto raggiungere l'apice
dell'emozione quando ha letto, dai Promessi Sposi del Manzoni, la conversione
dell'Innominato tra le braccia del Cardinale Federico Borromeo. E qui insieme
alle lacrime si è levato al Cielo il nostro Grazie alla Misericordia di Dio.
Dal sito della Parrocchia di San Felice a Ema, Firenze.
http://sanfeliceaema.altervista.org/
http://sanfeliceaema.altervista.org/
mercoledì 2 marzo 2016
Firenze, città di Misericordia
venerdì 26 febbraio 2016
Quando la musica insegna la vita
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Ezio Bosso, un grande
musicista,
un grande uomo che
insegna il valore della vita.
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lunedì 15 febbraio 2016
Henri de Toulouse-Lautrec, l'espressione della vita
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| Jane Avril che balla, 1893 |
La morte a
37 anni porrà un freno prematuro alla sua arte, alla sua capacità di indagare,
di guardare dentro gli uomini e le cose, tasselli della sua conoscenza, del suo modo di ritagliarsi la vita in quel
mondo apparentemente affascinante della Belle Epoche, del Moulin Rouge. Non un
lampo di gioia o di felicità si coglie nelle sue opere ma un senso del
grottesco in cui egli si mette in gioco con le sue stravaganze, un eloquente rincorrere la vita che non ebbe. Notevole è il
forte espressionismo dei personaggi, espressioni del suo modo di scavare, di scandagliare per
trovare un senso alla vita, alla sua vita.
Nella
ricchezza delle sue opere, trovo la presenza del suo animo anelante ad ergersi
in quello spazio che la natura gli ha negato e ripiegato verso il basso, una
dimensione che fa di lui un gigante dell’osservazione e di una rappresentazione
dell’uomo, affidata ad una tecnica personalissima che non trova pari.
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| Ballo al <<Moulin Rouge>>, 1890 |
L’arte ha
il grande pregio di narrare l’esistenza e l’intera realtà con un linguaggio che
apparentemente muto risuona nello spettatore con sonorità atta a farti aprire
gli occhi, a guardarti dentro, a scoprire attraverso forme, linee e colori
quella diversità che evidente in alcuni, ognuno di noi si porta dentro fatta di
pregiudizi, di isolamenti, di individualismi che troppo speso ci impediscono di
cogliere il senso più vero di una vita, della vita, della nostra stessa vita.
Cosa si
cela dietro le maschere che Tolouse Lautrech applica ai suoi personaggi? Forte
è lo sguardo verso chi fa dell’arte uno strumento di vita, di piacere, di
sopravvivenza, ma essenzialmente verso sé stesso per vivere almeno in apparenza
l’avventura di una vita che gli fu ostile. E se non fosse stato così poco
benvoluto dalla vita a quale genere di arte si sarebbe rivolto? Forse la stessa
o avrebbe prodotto qualcosa che non sapremo mai. Intanto lo scorrere delle sue
opere è un’indagine minuziosa e accurata dell’animo umano che l’arte è in grado
di rivelare.
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| <<Moulin Rouge>>: La Goulue, 1891 |
mercoledì 27 gennaio 2016
Shoah, il giorno del ricordo
Shoah, il giorno del
ricordo, per non dimenticare
Il 27 gennaio dedichiamolo,
insieme, al ricordo delle vittime che indifese furono costrette a subire la
fine dei propri sogni, della propria vita. Ripensiamo insieme e ricordiamo con
uno sguardo al presente il genocidio degli ebrei, il 27 lo ricorda e la scelta
della data non è casuale, dato che il 27 gennaio 1945 il mondo conobbe gli
orrori del campo di sterminio di Auschwitz, dove trovarono la morte uomini,
donne e bambini a causa dell’ideologia nazista in nome della razza pura.
Ricordiamo questo giorno in
comune silenzio, stretti l’un l’altro a formare una catena contro il
negazionismo e l’antisemitismo, affinché non si ripeta ciò che degradò l’uomo
allo stato animalesco.
Dobbiamo essere tutti attenti e
vigili, pronti a informare e a diffondere, a educare, a recepire le
testimonianze, i ricordi e i racconti dei sopravvissuti, affinché i giovani
sappiano e si educhino ai valori etici in nome del rispetto, della dignità,
dell’eguaglianza contro ogni recrudescenza di violenza, frutto dell’ignoranza.
Che il 27 ci trovi tutti
accomunati nel ricordo tragico e doloroso di quella follia che annebbiò le
menti e che sconvolse i cardini stessi dell’umanità.
Uniamoci contro ogni forma di
brutalità e che la “storia” sia per tutti ancora maestra e madre perché si
superi con un afflato quello stato di miseria umana e si alimentino le radici
di un bene comune.
Riflettiamo, perché solo il
pensiero veicolato può mutare tali orrori in una promessa, in una speranza che
non si ripeta una simile “notte”, la più triste, la più buia, quella che
sottrasse alla mente il nome “fratello”.
domenica 17 gennaio 2016
Il sentimento della scuola tra docente e discente
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