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Una mostra interessante da vedere per poterne cogliere
l’intima essenza.
Da sinistra: Dario Ciampini, Sandro Poggesi, Alfredo
Esposito, Cristina Poggesi, Liliana Fusi
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martedì 3 maggio 2016
“Sculture e disegni della natura” di Sandro Poggesi
sabato 9 aprile 2016
L’arte raffinata dei Brueghel e l’incanto dei paesaggi.
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Brueghel il giovane, Danza nuziale all’aperto, 1610 |
I Brueghel hanno incantato con la loro arte raffinata e la mostra, appena conclusa, lascia un’impronta indelebile in ogni visitatore.
Tutto è rappresentato in modo autentico e l’architettura diventa un trasporto reale nella quotidianità del loro territorio dove protagonista è un’intera comunità nel proprio modo di vivere espresso nella gioia dei banchetti, dei balli, nell’espressione fisionomica di volti che caratterizzano l’uomo e il territorio. Le scene nel loro susseguirsi raccontano un'umanità semplice, artigiana: quella dei commercianti e dei contadini, dei soldati e dei cacciatori, carnale e viziosa, riflessi nell’insieme delle seduzioni dell'esistenza. Personaggi grotteschi e caricaturali, che sembrano prendere vita fuori dalla tela e coinvolgerci nel loro modo di vita autentico.
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Pieter Bruegel il Vecchio
Paesaggio con la parabola del seminatore,1557I Brueghel rapiscono con la loro arte che segna un punto fermo nella ricerca tecnica con la maestria che incanta, con l’espressione naturale di paesaggi fantastici e di elementi che connotano il pensiero. Maestro indiscusso è Brueghel il vecchio.
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Ambrosius Brueghel Natura morta con fiori, 1660 – 1665 |
La preziosità degli elementi minimi che descrivono mirabilmente la flora e la fauna emozionano con un gusto estetico che non trova pari. Creano musica gli uccelli che a miriadi occupano gli spazi con un incantevole piumaggio.
La mostra di Bologna è segno reale dei mutamenti
dell’arte che i Brueghel aprono alla modernità.
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| Jan Brueghel il giovane Il paradiso terrestre - part., 1620 |
Ora che la mostra
si è conclusa, si ripensa alle emozioni
che questi artisti hanno saputo donare nelle diverse generazioni e ripensando
al gusto, alla bellezza da loro espressi si viene avvolti da un senso di
malinconia per ciò di cui abbiamo goduto e che ci spinge a ricercare altrove,
questi straordinari Brueghel: Pieter Brueghel il Vecchio, Pieter Brueghel il Giovane, Jan Brueghel il Vecchio, Jan Brueghel il Giovane, Abraham Brueghel, Ambrosious Brueghel, artisti che hanno saputo operare una rivoluzione realista sulla pittura europea, che ha poi
influenzato i grandi temi della storia dell’arte occidentale tra il XVI
e XVII secolo.
martedì 22 marzo 2016
Firenze. Casa Martelli
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La
Cappella
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lunedì 7 marzo 2016
"Misericordia"
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| Anna Lanzetta |
Ringrazio la
Parrocchia di San Felice per l'ospitalità e mi piace
trascrivere il pensiero riportato nel sito della Parrocchia.
Commento alla conferenza di Anna Lanzetta sul Tema della
MISERICORDIA
Venerdì 4 marzo 2016 alle ore 21, nella Compagnia della Santissima Annunziata, legge i brani tratti dalla letteratura e tematici della Misericordia, Giovanni Esposito.
Bellissima la conferenza di Anna sulla Misericordia, che ci ha donato grandissima emozione attraverso l'arte e la letteratura. Ci ha fatto sentire fieri di essere fiorentini quando abbiamo scoperto la Firenze Misericordiosa fin dal 1200, quando nasceva la Confraternita della Misericordia che nell'assoluto anonimato, vestiva il cappuccio, soccorreva i fratelli nel bisogno. Poi l'istituto degli Innocenti, che attraverso la ruota prendeva a cuore i bimbi abbandonati. E qui era tutto un fervore, tutta la città era coinvolta. Abbiamo visto al Bigallo scorrere un fiume d'amore per i Trovatelli: le donne del contado che giungevano per allattarli, la città intera si prendeva cura di loro. Ancora la Compagnia dei Buonomini che assisteva i cosiddetti Vergognosi, essenzialmente nobili decaduti, che non chiedevano nulla per la vergogna, ma la compagnia sapeva e interveniva. Tantissime cose ci ha detto Anna che ci hanno elevato e stimolato ad essere Misericordiosi, Grazie Anna per tutto quello che ci hai detto.
Venerdì 4 marzo 2016 alle ore 21, nella Compagnia della Santissima Annunziata, legge i brani tratti dalla letteratura e tematici della Misericordia, Giovanni Esposito.
Bellissima la conferenza di Anna sulla Misericordia, che ci ha donato grandissima emozione attraverso l'arte e la letteratura. Ci ha fatto sentire fieri di essere fiorentini quando abbiamo scoperto la Firenze Misericordiosa fin dal 1200, quando nasceva la Confraternita della Misericordia che nell'assoluto anonimato, vestiva il cappuccio, soccorreva i fratelli nel bisogno. Poi l'istituto degli Innocenti, che attraverso la ruota prendeva a cuore i bimbi abbandonati. E qui era tutto un fervore, tutta la città era coinvolta. Abbiamo visto al Bigallo scorrere un fiume d'amore per i Trovatelli: le donne del contado che giungevano per allattarli, la città intera si prendeva cura di loro. Ancora la Compagnia dei Buonomini che assisteva i cosiddetti Vergognosi, essenzialmente nobili decaduti, che non chiedevano nulla per la vergogna, ma la compagnia sapeva e interveniva. Tantissime cose ci ha detto Anna che ci hanno elevato e stimolato ad essere Misericordiosi, Grazie Anna per tutto quello che ci hai detto.
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| Giovanni Esposito |
Ma, oltre all'arte nella pittura, ci ha emozionato l'Arte
nella Letteratura; infatti Giovanni con le sue letture, ma sarebbe meglio dire
con le sue bellissime interpetrazioni, tratte dalla letteratura di tutti i
tempi tematica della Misericordia, ci ha fatto raggiungere l'apice
dell'emozione quando ha letto, dai Promessi Sposi del Manzoni, la conversione
dell'Innominato tra le braccia del Cardinale Federico Borromeo. E qui insieme
alle lacrime si è levato al Cielo il nostro Grazie alla Misericordia di Dio.
Dal sito della Parrocchia di San Felice a Ema, Firenze.
http://sanfeliceaema.altervista.org/
http://sanfeliceaema.altervista.org/
mercoledì 2 marzo 2016
Firenze, città di Misericordia
venerdì 26 febbraio 2016
Quando la musica insegna la vita
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Ezio Bosso, un grande
musicista,
un grande uomo che
insegna il valore della vita.
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lunedì 15 febbraio 2016
Henri de Toulouse-Lautrec, l'espressione della vita
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| Jane Avril che balla, 1893 |
La morte a
37 anni porrà un freno prematuro alla sua arte, alla sua capacità di indagare,
di guardare dentro gli uomini e le cose, tasselli della sua conoscenza, del suo modo di ritagliarsi la vita in quel
mondo apparentemente affascinante della Belle Epoche, del Moulin Rouge. Non un
lampo di gioia o di felicità si coglie nelle sue opere ma un senso del
grottesco in cui egli si mette in gioco con le sue stravaganze, un eloquente rincorrere la vita che non ebbe. Notevole è il
forte espressionismo dei personaggi, espressioni del suo modo di scavare, di scandagliare per
trovare un senso alla vita, alla sua vita.
Nella
ricchezza delle sue opere, trovo la presenza del suo animo anelante ad ergersi
in quello spazio che la natura gli ha negato e ripiegato verso il basso, una
dimensione che fa di lui un gigante dell’osservazione e di una rappresentazione
dell’uomo, affidata ad una tecnica personalissima che non trova pari.
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| Ballo al <<Moulin Rouge>>, 1890 |
L’arte ha
il grande pregio di narrare l’esistenza e l’intera realtà con un linguaggio che
apparentemente muto risuona nello spettatore con sonorità atta a farti aprire
gli occhi, a guardarti dentro, a scoprire attraverso forme, linee e colori
quella diversità che evidente in alcuni, ognuno di noi si porta dentro fatta di
pregiudizi, di isolamenti, di individualismi che troppo speso ci impediscono di
cogliere il senso più vero di una vita, della vita, della nostra stessa vita.
Cosa si
cela dietro le maschere che Tolouse Lautrech applica ai suoi personaggi? Forte
è lo sguardo verso chi fa dell’arte uno strumento di vita, di piacere, di
sopravvivenza, ma essenzialmente verso sé stesso per vivere almeno in apparenza
l’avventura di una vita che gli fu ostile. E se non fosse stato così poco
benvoluto dalla vita a quale genere di arte si sarebbe rivolto? Forse la stessa
o avrebbe prodotto qualcosa che non sapremo mai. Intanto lo scorrere delle sue
opere è un’indagine minuziosa e accurata dell’animo umano che l’arte è in grado
di rivelare.
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| <<Moulin Rouge>>: La Goulue, 1891 |
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