giovedì 6 novembre 2014

Visitando il Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Battaglia tra Alessandro e Dario


domenica 2 novembre 2014

All’ombra dei cipressi…il cimitero degli Allori




Luoghi di ricordi, di silenzi non contaminati da rumori, luoghi di pace, di serenità, di memoria,  i cimiteri rievocano storie, racconti, aneddoti, sono incontri con gente comune, con artisti, poeti, letterati e musicisti, con personaggi che hanno compiuto imprese gloriose.
Il cimitero Evangelico degli Allori che si trova a Firenze, in via Senese 184, non mette tristezza o malinconia ma è come un giardino dove il verde sembra trovare l’ambiente favorevole per crescere e avvolgere le tombe come un manto.
Il cimitero molto ampio, è tenuto in modo impeccabile, pulito, ordinato e curato anche nella disposizione delle tombe; a guardarlo, la vista spazia come in un anfiteatro.
È un luogo che che dona serenità e pace allo spirito, è confortevole e invita a una lunga sosta  fatta di solennità.

Tomba di Arnold Böcklin  

Le tombe sono moltissime e semplici nella fattura , altre più ricche di particolari ma molto decorose, ospitano personaggi illustri che riaccendono la memoria e richiedono una sosta per riandare con il pensiero a poeti e scrittori, specie stranieri e a personaggi illustri: Harold Acton - scrittore britannico, Anna Banti - scrittrice e traduttrice, Leonardo Savioli – architetto italiano,  Herbert Perccy Horne – collezionista d’arte britannico e tanti altri, che con le loro opere e con la loro sepoltura in questo luogo, testimoniano il nostro passato e il loro amore per Firenze. 






Il 2 novembre è la festa dei morti e passeggiando tra le tombe,  di passo in passo  la memoria si accende tra passato e presente e si espande  ai tanti morti di un tempo, ai morti del presente vittime delle guerre, di soprusi, dell’insania degli uomini, ai profughi e ai tanti bambini dalla vita spezzata.
Il Cimitero degli Allori mi è sembrato un libro aperto sul mondo, che mi ha rievocato nel presente nomi e personaggi di un tempo che rendono cara la memoria e ricca la storia.
 

All’ombra dei cipressi…Il cimitero degli Inglesi


Tomba di Elizabeth Barrett Browning
E il pensiero va ai propri cari....il mio al cimitero di Sarno che custodisce coloro che abbiamo amato, indelebili nel cuore.

Luogo di raccoglimento e di composta serenità, il cimitero degli Inglesi, posto su di una collinetta naturale  tra due strade molto frequentate in  piazzale Donatello, avvolge il visitatore con grande suggestione  e lo trasporta in un’atmosfera di serenità e di pace,  fuori dal tempo.
Lungo il viale che lo attraversa,  le epigrafi fermano il passo e sembra di sfogliare  una pagina di storia in cui spiccano i nomi di personaggi illustri che hanno amato Firenze e dove hanno scelto di essere sepolti. Tra le tante  tombe  di sobria struttura,  che in alcuni periodi si coprono di lillà, spicca per bellezza  quella della poetessa Elisabeth Barrett Browning, morta a Firenze nel 1861, ma molti sono i personaggi che parlano alla nostra memoria come quella  di alcuni discendenti di Shakespeare o di Jean Pierre Viesseux. 






È  la prima volta che  visito questo cimitero e la commozione  è stata grande anche per la devastazione a cui è stato sottoposto dal nubifragio che poco tempo fa si è abbattuto su Firenze e che ha sradicato moltissimi cipressi di lunga data.



Il pittore svizzero Arnold Böcklin  si ispirò a questo cimitero per realizzare l’opera L’isola dei morti e a questo quadro si ispirò il compositore Sergei Rachmaninoff per la sua Op. 29, L’isola dei morti.

Il cimitero degli Inglesi è uno dei luoghi di Firenze che merita una visita e un ricordo.
 

lunedì 27 ottobre 2014

Quando l’arte fa sognare


Dissolvenze

Alla mia amica Andreina e alla sua arte

 

La pittura di Andreina Guerrieri è un’immersione  nella luce, nei colori, nel sogno.
È rappresentativa di uno stato d’animo solare.
È evocativa di un periodo della vita legato all’infanzia.
È fortemente espressiva nella rappresentazione di una natura fresca, brillante e incontaminata.
La pennellata sicura e apparentemente semplice costruisce con maestria una realtà che consente  a chi guarda di immergersi e lasciarsi rapire da una dissolvenza dove il pensiero si espande seguendo il ritmo di linee che intrecciandosi aprono all’immaginario la possibilità di vedere oltre il contingente e di penetrare la sfera del mistero che infrangendo il colore osa penetrare in esso.






Cipressi nel sole

Atmosfere evanescenti ma di forte impatto emotivo.
 Il penitente travolge verso un viaggio all’infinito e i cipressi si caricano di spiritualità nell’evocare luoghi di cari ormai trapassati, intrecciandosi con la poesia che diventa memoria a Bolgheri.
Andreina  rivela nella sua pittura il proprio carattere e la propria personalità. Caratteri appena sussurrati ma che sanno dialogare con gli elementi della natura che diventano proiezioni del suo animo semplice ma tenace nel costruire un mondo che regala  una gioia fantasiosa ai bambini e  una riflessione meditata agli adulti e a tutti coloro che sanno cogliere nella sua arte lo specchio intimo della realtà.
 



       
 Il penitente 

Biografia
Andreina Guerrieri nasce a Montaione (FI) il 14 ottobre del 1951. Si laurea in giurisprudenza all’Università di Firenze e dedica la sua vita all’insegnamento e all’arte. 
Si esprime con tecniche tradizionali che arricchisce con sperimentazioni di inusuali materiali e colori. I suoi lavori prendono vita dalle pulsioni inconsce che si traducono in esplosioni di colori.

Per le mostre, premi e segnalazioni  vedi:
google- Andreina Guerrieri Rosso Cinabro

 
                                       

lunedì 15 settembre 2014

L’arte del ricamo: tombolo, chiacchierino e macramé



Ecco i meravigliosi lavori realizzati da Maria Rosaria Squillante che incantano per la  maestria con cui li esegue.

Veri gioielli di arte a tombolo, chiacchierino e macramé, espressioni del suo  ingegno e della sua creatività.

Chi è interessato a saperne di più, può contattare: Tel. 081 941862

giovedì 11 settembre 2014

SARNO. “SettembreLibri” 2014




La Pro Loco di Sarno, nell’ambito della rassegna “SettembreLibri 2014”, dall’ 11 settembre  al 15, allestirà  nel Chiostro della chiesa di San Francesco in piazza Municipio una Mostra di libri di autori sarnesi, tra i quali sono stata inclusa con le mie pubblicazioni:
Sapere per creare. Morgana Edizioni.
Addio mia bella addio...La storia del Risorgimento tra parole, immagini e musica. Morgana Edizioni
Firenze nel cuore. Visitare la Firenze medievale per scoprire la Firenze di oggi. Il centro storico. Morgana Edizioni.



Sarno. Cortile di Palazzo Ungaro

La rassegna “SettembreLibri 2014” è iniziata con grande partecipazione di pubblico nel cortile di Palazzo Ungaro, sede del Museo Nazionale Valle del Sarno ( di cui parleremo e che invito a visitare ), aperto tutti i giorni escluso il sabato.

Ringrazio di cuore i promotori dell’iniziativa e tutti coloro che hanno partecipato con un valido contributo alla cultura e al paese. 

Anna Lanzetta
 




mercoledì 3 settembre 2014

Viaggiando, Napoli, Museo Archeologico Nazionale



Viaggiare è  la mia passione
Napoli è  nel mio cuore

Più che descrivere, il Museo Archeologico di Napoli  è da visitare per ammirare la bellezza del luogo espositivo e i tesori che contiene e che conducono il visitatore di meraviglia in meraviglia:




Il Toro Farnese
 
Il Supplizio di Dirce, più conosciuto come Toro Farnese, è un gruppo scultoreo ellenistico in marmo attribuito ad Apollonio e Taurisco di Tralle, databile: I secolo a.C. oppure II-III secolo d.C.. È la più grande scultura dell'antichità mai ritrovata.

Il complesso marmoreo è alto circa 3,70 m. Esso è stato tratto da un blocco di marmo con base di 2,95 x 3,00 m del peso di 24 tonnellate.

Il soggetto  rappresenta il supplizio di Dirce, con i figli di Antiope (Anione e Zeto) che , desiderosi di vendicare gli insulti alla madre, hanno legato a un toro selvaggio Dirce.



Apollo liricine seduto
Creazione romana, II secolo d. C.


La statua raffigura Apollo secondo uno schema iconografico risalente al IV sec. A. C. Il dio, vestito di lungo chitone fermato da una cintura sotto il petto, siede su una roccia sostenendo la lira nella destra e il plettro nella sinistra.

L’opera è databile ad età tardo adrianeo-antonina ( metà II sec. D. C. )



Le tre grazie.
Pompei. Casa di Apollo.
Foto di Al.