martedì 21 maggio 2019
domenica 19 maggio 2019
Un dolce sorriso: Silvia
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Incontri speciali, di quelli che ti rigenerano nel profondo... grazie Anna. Riabbracciarti è sempre una gioia! Grazie Silvia, i tuoi fiori sono splendidi e profumati come il tuo cuore. |
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Ed ecco il sorriso di Silvia, radioso e dolce
come quando sedeva in aula.
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Cosa donare in cambio di fiori così splendidi? Il mio ultimo libro che si è arricchito in armonia |
martedì 23 aprile 2019
25 aprile. Festa della Liberazione
mercoledì 10 aprile 2019
“Orizzonti d’acqua tra Pittura e Arti Decorative. Galileo Chini e altri protagonisti del primo Novecento”
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Una mostra da non perdere
per godere di quell’emozione che solo
l’arte sa donare e in questo caso per le meraviglie di Galileo Chini, degli
artisti riportati e di un video eccellente.
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mercoledì 20 marzo 2019
Il mio compleanno
martedì 19 marzo 2019
18 marzo 2019, il mio compleanno
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| Il mio compleanno ricco di presenze, di fiori e di innumerevoli pensieri di amici, parenti e conoscenti. |
Parte del bouquet che mi hanno regalato Giovanni, Martina, Pietro ed Elia,
Alessio, Rossana e Penelope, Alfredo e Valentina.
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| Il meraviglioso augurio di Pietro |
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| Fiore di rododendro di Aldo |
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| Rose e tulipani del bouquet dei ragazzi |
Grazie a quanti avranno la bontà di condividere con me questa mia speciale ricorrenza
martedì 5 marzo 2019
A spasso tra le tradizioni:“ALESIO”, la maschera di Sarno
| ALESIO |
Ogni città con una cultura, una
tradizione e un Carnevale
che si rispetti possiede una maschera che la rappresenta e anche Sarno ha la sua maschera. Alesio ha
il volto dipinto con due colori, l’azzurro e il giallo:
il primo indica l’infinito e la vita, perché è il colore del cielo;
il secondo, invece, indica i territori sotterranei e la morte,
perché nell’antichità i morti venivano dipinti di giallo. Quindi, le due tonalità
indicano l’eterna sfida
tra la vita e la morte. Alcuni invece ritengono che il volto rappresenti il
sole e la luna che ha comunque la medesima simbologia dualistica tra la luce e
l’oscurità. Caratteristico era il suo
incedere tra la folla con un fischio sibilante, piegandosi ritmicamente sulle
ginocchia, preceduto e seguito da giovani che lo imitavano.
Anticamente il carnevale a Sarno si chiudeva con
la “Morte del Carnevale” che nel martedì grasso, alla fine
della festa veniva processato e condannato ad ardere in piazza, utilizzando
il suo fantoccio, ma Alesio, prima di essere bruciato, implorava di
avere ancora un’ora di tempo per fare testamento. Qui di seguito viene
riportato il testamento, allora letto da un narratore, dove si possono evincere
tutte le caratteristiche e le località del paese:
- A mio padre, re del lardo e della cotica, lascio i trenta maiali del porcile di Castagnitiello.
- A mia madre regina delle scrofe, lascio il moggio di ulivi al Cantariello.
- A mia sorella regina delle pacchiane, che si è sposata senza che io potessi vederla, lascio la sottana di mia nonna che non ha mai usato.
- Voglio che le mie budelle siano cosi divise: lascio i peli duri come setole al calzolaio di via Laudisio.
- Ai litigiosi di Piazza Municipio lascio i miei testicoli.
- A Michele il sordo lascio le mie orecchie.
- Lascio la mia lingua a coloro che parlano sempre della gente di Sarno, e fanno continuamente cause.
- Al macellaio di cappella vecchia lascio il mio intestino perché ne faccia salsicce.
- Ai contadini di Episcopio i femori, perché si facciano il brodo durante la pioggia.
- Alle donne di Sarno lascio i miei lombi per le notti insonni.
- Ai bambini la vescica per fare palloncini, alle ragazze la coda, ai finocchi i muscoli.
- Lascio i talloni ai corridori e ai cacciatori, ai ladri lascio le unghie e a colui che sta leggendo il mio testamento lascio la corda che porto sempre con me, perché ci si leghi il collo per impiccarsi.”
Oggi la tradizione della “Morte del Carnevale”
non
è più attiva. Al suo posto, da qualche anno viene proposto il carro allegorico
dedicato alla maschera Sarnese. Oltre a valorizzare l’immagine del personaggio
tipico, i figuranti a seguito formati da cantanti, ballerini e attori
ripropongono la storia della maschera e la storia del paese. Un vero spettacolo
emozionante ricco di cultura, tradizione e sapori della terra nostra. Infatti
il Presidente Buonaiuto dell’Associazione Carnevale
Sarnese ha dichiarato: “Che sarebbe il Carnevale Sarnese senza la
nostra amatissima Maschera di Alesio? Probabilmente una manifestazione
carnevalesca come tante altre delle città vicine: incolore e insapore. Invece
con Alesio è tutto diverso, è il simbolo stesso della nostra millenaria
comunità, come un sigillo di antica nobiltà posto sul Carnevale, perché sono
poche le città che possono vantare una propria maschera, e Sarno è una di
queste poche.”
Grazie per le informazioni da cui ho attinto.
La ricchezza di un paese è nella sua memoria e
ringrazio quanti a Sarno si prodigano per mantenerla viva nelle nuove
generazioni.
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