venerdì 15 luglio 2011

Pinocchio, un bambino senza sorriso




Quando Elena, rivisitando il racconto di Collodi, disse che Pinocchio si rifiutava di diventare bambino perché aveva paura degli adulti, rimasi molto perplessa a una rilettura fatta da un’adolescente che suonava come un atto di accusa agli adulti.

Ma la visione di Elena del burattino, espansa nei vari segmenti storici, racchiudeva la verità.

La condizione dell’infanzia nel mondo è dai suoi albori esposta senza difesa a ogni sorta di violenza e i fatti, che ogni giorno si susseguono, ne danno conferma.




Sono  frequenti le  notizie e le immagini di bambini violentati, uccisi e seviziati e quando il carnefice è la propria madre il racconto diventa horror.

Quale crudele verità si cela dietro un tale atto? Dove cercare la risposta se non dentro di noi, componenti dell’intera società che troppo spessa viola i diritti di chi andrebbe tutelato?.
Pinocchio ha rappresentato, per generazioni di bambini, un percorso educativo. Ce l’ha messa tutta per diventare il modello che gli adulti volevano che fosse, ma la realtà ne ha deluso le aspettative.

Pinocchio nasconde dietro il suo lungo naso una tristezza infinita e ha sul volto l’interrogativo di mille perché.
Egli si sforza di soddisfare i desideri degli adulti e di seguirne i consigli. Assume pian piano consapevolezza del suo ruolo sociale, aiuta Geppetto nel ventre del Pescecane fino alla libertà, ed è felice, ma poi scopre che nel ventre della balena il piccolo Jona vivrà il triste gioco della vita così come tanti bambini in famiglia, a scuola, nella società.

Pinocchio-bambino non è felice, perché si sente tradito dalla stessa società che lo ha spinto al cambiamento. Ci guarda da anni con commiserazione, guarda al passato di tanti bimbi, guarda al presente e la sua, è una condanna senza appello.

Pinocchio è per tutti noi il “Grillo parlante” che ci invita a riflettere senza inquisire, per rispondere ai suoi quesiti e alle nostre colpe.

Pinocchio-bambino ci chiede di vivere la sua età con l’emozione dei sogni e la fantasia del gioco.

L'infanzia  aspetta nel mondo il tempo della nostra ragione, e già adulta, guarda con compassione noi bambini  non ancora cresciuti  e ci chiede il diritto di  vivere, senza insidie, il gioco della propria vita.


 

Käthe Schmidt Kollwitz (Königsberg, 1867-Moritzburg, 1945), scultrice e pittrice tedesca.
Autoritratto

Anna Lanzetta

Il racconto di Elena dal titolo “Storia di un burattino che non diventa bambino” è inserito nel libro “Sapere per creare” a cura di Anna Lanzetta   Morgana Edizioni
Costo 15 euro
Inf. annalanzetta@libero.it

venerdì 8 luglio 2011

Quando il cinema racconta la realtà: “Umberto D”



Carlo Battisti: Umberto Domenico Ferrari
Protagonista del film

Delicato, lirico, poetico, “Umberto D” (1952), film di Vittorio de Sica e Cesare Zavattini è una pagina per riflettere ieri come oggi, sul nostro stato sociale.

Due grandi, per creare un film denso di significati, generoso per penetrare il dramma dell’uomo all’interno di una società dominata dall’indifferenza.

Un film, non subito capito e accettato perché scomodo, dato che in ogni tempo attualizza la realtà.

Il protagonista è l'espressione di un’umanità divisa in chi ha e in chi non ha, messo  in disparte e abbandonato anche se ha dato tanto.




Umberto D è l’esemplificazione dell’indigenza in cui è costretto a vivere un ceto sociale con la magra pensione che gli regala solo stenti, umiliazioni e privazioni e al contempo di quell'amore e rispetto  con cui cura  anche nell'estrema povertà, il suo cagnolino Flaik, amico e coprotagonista.

Un film a tratti lirico, poetico ma amaro, che graffia nel profondo e che ci obbliga al confronto col presente e a ripensare alla sorte degli anziani, dei pensionati e di chi non può permettersi nemmeno un cane, una sorte che nel tempo cambia ma solo in peggio.

"Umberto D", visto a distanza di anni, è per tutti una grande verità  e fa molto pensare, perchè fotografa la stasi di una società che non si evolve e che nulla impara dalla storia dei nostri costumi e comportamenti passati.


Il cinema è storia, è espressione del sociale, è una macchina che mette a nudo l’uomo e la sua psicologia, ieri come oggi.




Vittorio De Sica e Cesare Zavattini

“Umberto D” esprime la passione di due grandi artisti nel rappresentare le vicissitudini del vivere quotidiano e le strategie per affrontarle, i sentimenti, le emozioni che a iosa il personaggio ci regala in ogni sequenza ed è un invito a tutti noi, troppo distratti, a coglierne l’essenza.





Il film inizia con un corteo non autorizzato di pensionati che reggono cartelli con su scritto "Aumentate le pensioni. Abbiamo lavorato tutta una vita". Una frase che ci fa pensare al nostro domani dove forse nemmeno questo cartello avrà più un senso.




Umberto Domenico Ferrari, era stato per trent’anni funzionario al Ministero dei Lavori Pubblici, e si ritrova pensionato con 18.000 lire al mese…ed è così che inizia la storia di questo personaggio che sembra uscito dalla penna  di Pirandello come tutti noi dopotutto.

Anna Lanzetta

mercoledì 29 giugno 2011

Le scuole di Firenze e Provincia apprendono la Storia dell'Unità d'Italia





ASSOCIAZIONEMULTIMEDIA  91



Attività Didattica: settembre 2010-giugno2011



Le scuole di Firenze e Provincia apprendono la Storia dell'Unità d'Italia


Per la ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia, è stato svolto nelle scuole, un progetto multimediale a carattere didattico-formativo, comprendente due diverse proposte:

►Incontro sul tema: “La Breccia di Porta Pia e il rapporto Stato-Chiesa”, con un percorso tra parole e immagini, per ricordare la data del 20 settembre 1870, in cui Roma divenne capitale del regno d’Italia.



Michele Cammarano (Napoli 1835-1920),
I bersaglieri alla presa di Porta Pia, 1871

►Presentazione del libro di Anna Lanzetta Addio mia bella addio… La storia del Risorgimento tra parole, immagini e musica Morgana Edizioni




A chi non sa.
A chi sa e ama ricordare
la storia della nostra Unità.

 Il libro propone una conoscenza inusuale del Risorgimento, attraverso l’interazione tra Storia, Arte, Musica e Letteratura e la voce di artisti, musicisti e poeti che ispirarono il popolo, incitandolo a combattere per la Libertà e l’Indipendenza dell’Italia.

Il progetto, che ha avuto inizio a settembre 2010 con l’anno scolastico in corso e che ha coinvolto insegnanti, studenti e un vasto pubblico, proseguirà anche per tutto il 2011 come da programma prefissato.

Il progetto, per la classi che hanno aderito sia dei corsi della mattina che dei corsi serali è stato inserito nel POF d’Istituto e votato nei Consigli di classe.

Conferenza: “La Breccia di Porta Pia e il rapporto Stato-Chiesa” :

Incontri con gli studenti:

Scuole di Scandicci:
27 settembre 2010 : classi quarte e quinte dell’ Istituto Russel Newton
3 novembre 2010: classi quarte e quinte dell’ Istituto Sassetti, succursale

Scuole di Firenze:
18 e 27 ottobre 2010: classi quinte dell’ITIS “A. Meucci”
3 novembre 2010: serale dell’ Istituto Cellini
12 novembre 2010: classi quinte dell’Istituto Sassetti
26 novembre 2010: classi quinte dell’Istituto Benvenuto Cellini di Firenze
16 aprile 2011: classe quarta ITIS “A. Meucci”
18 aprile 2011: classi quarte e quinte ITIS “A. Meucci”
27 aprile 2011: classi quarte e quinte ITIS “A. Meucci”

Scuole dell’Istituto Comprensivo di San Marcello Pistoiese:
29 novembre 2010: classi 1ª, 2ª e 3ª Scuola Media “Alcide De Gasperi” di Cutigliano
29 novembre: Scuola Media “Renato Fucini
30 novembre: Scuole Superiori
28 marzo 2011: Incontro in teatro per Dynamo Camp con insegnanti e studenti

Presentazione alle scuole del libro: Addio mia bella addio…La storia del Risorgimento tra parole immagini e musica:



Incontri con gli studenti:

Scuole di Scandicci:
19 e 21 gennaio 2011: classi quinte dell’ Istituto Russel Newton
13 aprile 2011: serale dell’ Istituto Russel Newton

Scuole di Firenze:
9 gennaio 2011: classi quarte e quinte dell’Istituto “Benvenuto Cellini”

20 aprile 2011: classi prime del Liceo artistico “Leon Battista Alberti”
16 aprile 2011: classe quarta ITIS “A. Meucci”
18 aprile 2011: classi quarte e quinte ITIS “A. Meucci”
27 aprile 2011: classi quarte e quinte ITIS “A. Meucci”

Il progetto, inserito nelle iniziative della Regione, del Quartiere 3 e del Comune di Firenze, e ampiamente divulgato a mezzo stampa, ha coinvolto un folto pubblico di partecipanti e circa 2000 studenti.

Presentazione al pubblico del libro: Addio mia bella addio…La storia del Risorgimento tra parole, immagini e musica:


Anna Lanzetta, Elvio Pagano e Dario Nardella
Giovedì 3 marzo 2011: ITIS “A. Meucci” Via del Filarete, Firenze


Giovanni Esposito, Maria Lucia Querques, Andrea Ceccarelli e Anna Lanzetta
Venerdì 25 marzo 2011: Palazzo del Podestà, Via del Podestà, Galluzzo, Firenze



Giovanni Esposito
Venerdì 15 aprile 2011, Biblioteca di Villa Bandini, Via di Ripoli, Firenze



Teatro San Marcello Pistoiese per Dynamo Camp 


Alessandra Borsetti Venier
Venerdì 3 giugno: Parole e Musica nel Chiostro, Chiesa di Santa Maria in Selva, Borgo a Buggiano (Pistoia)




Massimo Livi Bacci e Anna Lanzetta
Venerdì 8aprile 2011: Circolo Arci R. Andreoni, Via A. d’Orso, Firenze

L'incontro di Sabato 18 giugno 2011 alla  Festa democratica, Circolo Galluzzo-Due Strade-Cascine del Riccio, Firenze, ha concluso la prima fase del progetto.


 Anna Lanzetta
Curatrice del progetto e responsabile della
Sezione didattica Multimedia 91



 

sabato 25 giugno 2011

L’amicizia che non muta…mentre la vita scorre



L’amicizia è una mano sempre tesa

Siamo state insieme quasi tre ore, oggi, nel soggiorno di casa mia a parlare dei nostri interessi dopo la pensione, della nostra amicizia che dura da quasi quarant’anni, un’amicizia vera.

Tre figli in cinque anni per me, carenze economiche e lei pronta a sorreggermi. Anna, ti ho fatto la copertina di lana, bellissima e la conservo gelosamente in attesa del primo nipotino, e da allora tante cose che in ogni angolo della mia casa punteggiano la nostra amicizia, oggi più matura, mutata negli interessi che viaggiano su opposti sentieri ma viva e confortevole.

E prende vita il racconto degli ultimi tempi, la mia scrittura, la fede nelle nuove amicizie, l’infrangersi di un’amicizia nella quale avevo creduto e la mia profonda tristezza per averla perduta.
Il mutamento della sua vita, il suo interesse per la Teologia, il suo desiderio di incamminarsi in tale conoscenza e il dubbio di riuscire.
Segui la tua strada, le dico, è il tuo pensiero e il pensiero non si può e non si deve tradire.

Questo e altro in tre ore in cui tutta la nostra amicizia è emersa rafforzata.

La ciotola di fragole si andava svuotando, refrigerio al caldo del momento e io ho colto una ruga sul suo labbro, la stessa che ho io. Ho sorriso. Abbiamo la stessa età, un mese di differenza, con lo stesso segno zodiacale. È passato un arco di vita importante per entrambe. Le nostre famiglie sono mutate. I nostri ragazzi sono andati via e l’assetto familiare è ritornato quello di un tempo, a quasi quarant’anni fa, quando ancora non c’erano.

La nostra amicizia è stata per ambedue sostegno nei momenti più difficili.
Musica, teatro, arte, cinema, vicissitudini di vita, tutto abbiamo condiviso.

Le mostro un quadro di Mirò che sto analizzando e lei mi parla della Natività del Bronzino.

 

Agnolo Bronzino, (Monticelli di Firenze, 1503-Firenze, 1572), Natività di Cristo,
Chiesa di Santo Stefano, Pisa

Sul tavolo c’è il suo dono: un’ampolla di vetro con dentro una pianta grassa; i nastri di raso rosa che l'adornano denotano il suo gusto raffinato. Lo collocherò accanto agli altri.

Il mio dono è un libro con  dedica: All’amica che sento sempre presente in ogni frammento della mia vita,accompagnato da fili di lavanda del mio giardino.

È il momento del commiato. Siamo alla macchina.
Sento che vorrei trattenerla ancora, ma si avvicina la cena.
Come siamo state bene, le dico, già con nostalgia.

Un giorno ti racconterò di Claudia e del suo comportamento…io che la credevo amica, mi dice lei. Anch’io ti racconterò la storia di un’amicizia finita male, aggiungo.

Eppure l’amicizia è una grande ricchezza.
La nostra dura da quasi quarant’anni…le dico e lei aggiunge: sai perché dura? Perché tra noi c’è una grande COMPLICITÁ e un profondo RISPETTO.

Calano le prime ombre in lotta con gli ultimi raggi e sorridiamo al segmento della nostra amicizia che in quelle tre ore si è rivestito dei nostri pensieri e confidenze.

Resto sola con lo  scritto che mi ha posto in mano.  Parla di Tibhirine e del monastero dei monaci trappisti. Ne scorro le pagine e mi colpisce un dialogo tratto dal film “Uomini di Dio” che lei riporta: “Noi siamo gli uccelli e voi siete i rami. Se partite, dove ci poseremo?”.

La lettura mi prende totalmente; nuovo tassello alla nostra amicizia, una ricchezza in più alla mia vita.


Anna Lanzetta

giovedì 23 giugno 2011

Il libretto ricevuto in dono




Ore 9,30 di stamattina una piacevole sorpresa per me. Ho ricevuto in dono da Adolfo il libretto “I vespri siciliani”.
Adolfo e Lucia avevano partecipato alla presentazione del mio libro Addio mia bella addio. La storia del Risorgimento tra parole, immagini e musica.

Adolfo mi ha detto:- Siamo andati alla Fortezza, e cercando, abbiamo trovato questo libretto; memori di quanto ascoltato durante la presentazione, io e Lucia abbiamo pensato a te-.
Quale dono più bello? Quale pensiero più gradito?

Per il dono inaspettato e gratificante, ringrazio commossa e dedico a  Lucia e Adolfo queste pagine, tratte dal testo:
Il suon d’ogni squilla I Vespri suonò… Così Mameli richiama nel suo “Inno” un episodio di storia medievale, periodo a cui fece ricorso il Risorgimento per parlare di Libertà e di Amor Patrio.

Il 13 giugno 1855, andò in scena all’Opéra di Parigi, l’opera “I Vespri siciliani”, composta in Francia da Giuseppe Verdi, su libretto di Eugène Scribe e Charles Duveyrier. Il libretto parla della lotta sostenuta dai siciliani contro i francesi.

Si inserisce nel contesto la storia amorosa  di Elena, nobildonna patriota siciliana e di Arrigo, che simpatizza per i siciliani, ma che scopre di essere figlio di Manforte, governatore francese. Tutto però sembra risolversi in un’apparente pacificazione, quando Giovanni da Procida (1210-1298), capo dei ribelli, dà inizio alla rivolta. Nel clima di euforia che investiva l’Italia, i patrioti si identificarono nella vicenda e la trama dell’opera diventò manifesto delle loro aspirazioni:

Elena :
Coraggio, su coraggio, / del mare audaci figli; /si sprezzino i perigli; /è il gemere viltà! / Al ciel fa grave offesa chi manca di coraggio; /osate! e l’alta impresa /Iddio proteggerà! E perché sol preci ascolto? /Perché pallido è ogni volto? /Nel più forte del cimento Voi tremate di spavento? /Su, su, forti! al mugghiare dell'onda /e agli scrosci del tuono risponda, /si desti il vostro ardor, /invitti cor!
Coro di siciliani:
A quel dir ogni ardor / si destò, nel mio cor / sospirar è viltà!/ L’onta ria vendichiam, / il servir disprezziam, / e con noi Dio sarà.
(Atto primo, Scena III).



Giovanni da Procida: O patria, o cara patria, alfin ti veggo! / L’esule ti saluta /dopo sì lunga assenza; /il tuo fiorente suolo /bacio, e ripien d'amore /reco il mio voto a te, col braccio e il core! /O tu, Palermo, terra adorata, /de' miei verdi anni riso d’amor, / alza la fronte tanto oltraggiata, /il tuo ripiglia primier splendor! / Chiesi aita a straniere nazioni, /ramingai per castella e città: /ma, insensibili ai fervidi sproni, rispondeano con vana pietà! / Siciliani! Ov’è il prisco valor? Su, sorgete a vittoria, all'onor!
(Atto secondo, Scena I).

La guerra del Vespro
La guerra del Vespro fu una rivolta popolare scoppiata a Palermo nel 1282. In Sicilia dominavano, dal 1266, gli Angioini, dinastia francese subentrata agli Svevi, dopo la sconfitta di Manfredi (di Svevia) da parte di Carlo d’Angiò. I soldati francesi, all’ora vespertina del 31 marzo 1282, arrecarono offesa a una donna mentre andava in chiesa. Questa, (come si narra), fu la causa che fece scoppiare la rivolta popolare nei confronti degli Angioini e che sfociò in una guerra che durò vent’anni. I siciliani furono aiutati da Pietro III d’Aragona e nel 1302, con la pace di Caltabellotta, la Sicilia passava dalla dominazione angioina a quella aragonese.
L’episodio dei Vespri, nell’ottica risorgimentale, acquistava il significato simbolico di rivolta contro lo straniero dato che l’Italia, nell’Ottocento, era ancora suddivisa in tanti stati e staterelli, dominati da dinastie o potenze straniere.

La rivolta di Palermo
Era la mattina del 9 gennaio 1848 quando apparve sui muri della città di Palermo un Manifesto che invitava il popolo alla rivolta: Siciliani! - diceva- il tempo delle preghiere inutilmente passò. Inutili le proteste, le suppliche, le pacifiche dimostrazioni. Ferdinando tutto ha sprezzato. E noi popolo nato libero, ridotto fra catene e miseria, tarderemo ancora a riconquistare i legittimi diritti? All’armi, figli della Sicilia!.



Francesco Hayez, I vespri siciliani, 1822

Andava in chiesa una giovane avvenente - scrive Michele Amari - e di aspetto signorile coi parenti e col marito. Droetto, familiare del giustiziere, le si fa incontro per cercare armi, le caccia la mano in petto: secondo Niccolò Speciale l’insulto fu più grave. A tanto oltraggio la donna stava per svenire e la sostenne il marito, mentre in un baleno un giovanotto, strappata dal fianco di Droetto la spada gliela immerse nel ventre. I presenti urlarono “Muoiano i francesi” e il grido, come voce di Dio, dice uno scritto di allora, tuonò per tutta la campagna. Con sassi, coltelli, bastoni si buttano addosso ai francesi.

( Michele Amari (1806-1889), da Il racconto popolare del Vespro siciliano, 1882 ).



Retro del libretto

Anna Lanzetta

domenica 19 giugno 2011

Quando le nebbie avvolgono un amico



Il mio amore per i fiori in uno scatto

L’amicizia è una  fedele compagna di vita, la più fedele,  per chi sa scoprirla fino in fondo e conservarla come ricchezza di sé.

Il ricordo di un amico

Penso che nessun'altra cosa ci conforti tanto,

quanto il ricordo di un amico,

la gioia della sua confidenza

o l'immenso sollievo di esserti tu confidato a lui

con assoluta tranquillità:

appunto perchè amico.

Conforta il desiderio di rivederlo se lontano,

di evocarlo per sentirlo vicino,

quasi per udire la sua voce

e continuare colloqui mai finiti.

David Maria Turoldo



In musica, Roberto Carlos: Amigo-amico

Anna Lanzetta

sabato 18 giugno 2011

“L'Archivio della voce dei poeti in azione” Comunicato stampa



Logo dell'Associazione Culturale Multimedia 91


ASSOCIAZIONE MULTIMEDIA91
ARCHIVIO DELLA VOCE DEI POETI

Con il patrocinio di: Regione Toscana, Provincia di Firenze, Comune di Firenze, Comune di Pontassieve

L’Associazione Culturale MultiMedia91 presenta
“L’ARCHIVIO DELLA VOCE DEI POETI in azione”
Sabato 25 giugno 2011 dalle ore 18.00 alle 23.00
Pontassieve (Firenze) - Via di Grignano 25

L’Associazione culturale MultiMedia91 presenta la mostra L’ARCHIVIO DELLA VOCE DEI POETI in azione con l’apertura al pubblico dell’Archivio della voce dei poeti, che si terrà sabato 25 giugno 2011 dalle ore 18.00 alle 23.00 alla Barbagianna: una casa per l’arte contemporanea in via di Grignano 25 Pontassieve (Firenze).

MultiMedia91, attiva a Firenze dal 1991, ha costituito nel 2010 l’ARCHIVIO DELLA VOCE DEI POETI, un’iniziativa unica nel suo genere in Italia, che raccoglie le voci dei poeti italiani e internazionali del ’900 e contemporanei. L’Archivio prevede due sezioni divise per modalità espressiva: poesia lineare e poesia multimediale (sonora, performativa, concreta, ecc.). I poeti possono inviare registrazioni o pubblicazioni sonore già realizzate in passato (su vinile, cassette, cd, dvd), purché lette esclusivamente dalla loro voce. L’Archivio dispone di apparecchiature professionali, che mette al servizio di chi ne fosse interessato, per registrazioni sonore e video.

La serata si aprirà con il saluto di Alessandro Sarti, Assessore alla Cultura di Pontassieve, cui seguirà l’intervento di Alessandra Borsetti Venier, editore e presidente di MultiMedia91, che presenterà le attività e finalità dell’Archivio. Seguirà la proiezione del videocatalogo d’arte Massimo Mori - Percorsi di una ricerca pratica, introdotto da Stefano Pezzato, responsabile della sezione artistica del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato. Il videocatalogo, n.1 della collana "Risguardi", è stato pubblicato da Morgana Edizioni sulla mostra omonima allestita al Pecci nel 2010.
Seguiranno letture live sul tema: “di a da in con su per tra fra sopra sotto VOCE”, composte in forma libera dai poeti invitati: Gabriele Ametrano - Alberta Bigagli - Alma Borgini - Michele Brancale - Gianni Broi - Ruth Cardenas - Massimiliano Chiamenti - Roberto Corsi - Marco Di Bari - Simonetta Filippi - Titti Follieri - Kiki Franceschi - Paolo Fabrizio Iacuzzi - Stefano Lanuzza - Vincenzo Lauria - Paola Lucarini - Diego Manca - Maria Grazia Maramotti - Massimo Mori - Maria Pia Moschini - Valerio Nardoni - Giuliana Occupati - Giuseppe Panella - Giada Primavera - Liliana Ugolini - Davide Vallecchi - Aglaia Viviani.
Per l’occasione, l’Archivio registrerà le voci dei poeti mentre leggono i loro versi già scritti su pagine create per l’occasione che successivamente verranno sigillate in un contenitore trasparente, per divenire libro-oggetto della collana “Illeggibili” di Morgana Edizioni. Con le voci registrate nascerà un cd che entrerà a far parte dell’Archivio della voce dei poeti.
Dopo la cena, la serata proseguirà con “Enzo Minarelli in Polipoesia” Carneade o Primo Carnera, la carne del poeta, performance live di e con Enzo Minarelli (versione fonetica) e la mostra Nembrot e altri libri&oggetto 1974-2011. Introdurrà Carlotta Cernigliaro, presidente dell’associazione Zero gravità di Villa Cernigliaro.

Tutto il materiale raccolto dall’Archivio, adeguatamente catalogato, sarà consultabile presso la sede di via di Grignano 25 a Pontassieve. Per l’occasione sarà messo on-line il sito www.multimedia91.it che consentirà una parziale fruizione dei materiali dell’Archivio anche attraverso la rete internet.

In collaborazione con: Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, 3Vitre Archivio di Polipoesia, Archivio M. Spatola, Archivio G. Fontana, Collezione M. Mori, Morgana Edizioni, I Parchi Letterari© Franco Antonicelli - Zero gravità Villa Cernigliaro per arti e culture Associazione.

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA:
Alessandra Borsetti Venier tel. 055 8398747 - 335 6676218 morgana.ed@tin.it
Ufficio Stampa MultiMedia91: Katia Moretti katia.moretti@tiscali.it


Massimo Mori è nato a Quistello (Mantova) nel 1944 e vive a Firenze dove dirige gli ‘Incontri’ allo storico Caffè letterario ‘Giubbe Rosse’ e le attività dello spazio olistico ‘Area N.O.’.
La sua attività creativa è iniziata nei primi anni Sessanta con opere lineari, ma ha rapidamente aderito alle poetiche sperimentali riferibili alla Poesia Totale. Negli anni Ottanta ha fondato il movimento di poesia “Ottovolante”. Negli ultimi vent'anni, ha percorso una ricerca creativa che ha assunto le caratteristiche della "pratica" multiforme.
Nel libro Performer (Ed. ‘Giubbe Rosse’, 2005), il saggista Stefano Lanuzza così conclude: «Cultore della dialettica tra scienza e arte, Mori sembra perseguire una propria personalissima ‘poetica dell’immaginario’ ».
Nelle sue "installazioni, pagine da muro, poesie visive, libri oggetto" Mori utilizza elementi che appartengono simultaneamente alla sperimentazione poetica e letteraria, all'attività performativa, all'arte visiva, per cui risulta riduttivo definirlo univocamente come poeta o performer o artista.

Enzo Minarelli è nato nel 1951 e vive a Cento. Si occupa dagli anni Settanta di poesia e delle sue praticabili aperture verso il suono, la scrittura, il video e lo spettacolo. Recentemente ha curato a Bologna l’archivio di poesia sonora e registrazioni poetiche "La Voce Regina". È autore nel 1987 de "Il Manifesto della Polipoesia" dove teorizza lo spettacolo della poesia sonora. Ha realizzato videoambientazioni sonore con le quali ha partecipato a numerosi festival sia europei che americani. Dirige il Video Sound Poetry Festival, rassegna internazionale dedicata ai rapporti tra le varie forme di poesia e video, e Strumenti a Voce, un festival-symposium di eventi polipoetici, annualmente tenuto al DAMS dell’Università di Bologna. Accanto alla produzione di libri-oggetto, la serie di tele denominate ‘Fonografie’ rappresentano la parte centrale della sua ricerca visiva. Ha curato varie rassegne di poesia visuale, di recente è stato editor di selezioni italiane per Dimensão (Brasile) e Visible Language (U.S.A.). É stato visiting poet presso la San Francisco State University, la University of California in Davies, la San Jose State University, la University California of San Diego, la San Diego State University, l’Università Autonoma di Città del Messico, la Pontificia Università Cattolica di San Paolo del Brasile.



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